Meteo Didattica

Per conoscere le basi delle previsioni meteorologiche con la descrizione delle più comuni terminologie e fenomenologie.


L'EFFETTO STAU E IL RELATIVO EFFETTO FANICO: IL FOEHN

Con effetto stau si intende la condensazione forzata di una massa d’aria, grazie all’azione orografica di una montagna. Come succede per esempio, quando l’aria fredda da Nord-Ovest giunge sulle Alpi ed è quindi costretta ad eseguire un Effetto Föhn e Stausollevamento forzato per superare l’ostacolo di oltre 3000 metri che gli si pone davanti. Nel salire verso l’alto subisce una forzatura del suo moto più o meno orizzontale ed è costretta a salire rapidamente verso l’alto. La salita veloce della massa d’aria d’origine provoca una rapida e consistente condensazione del vapore acqueo in essa contenuto a causa del diminuire della temperatura con la quota (raffreddamento adiabatico), e le precipitazioni sul versante montuoso esposto al vento assumono carattere intenso (come spesso succede dal versante Francese). Questo è l’effetto Stau.

Quando poi la massa d’aria scavalca l’ostacolo oppostogli dalla barriera montuosa, precipita verso la valle oramai quasi del tutto priva del suo originario contenuto d’umidità. Nello scendere rapidamente verso le quote inferiori si riscalda per un processo chiamato “compressione adiabatica” e giunge a valle con alcuni gradi in più rispetto al punto di partenza e soprattutto scarica quasi del tutto del suo contenuto di vapore. Ecco che in questo caso si parla di effetto Foehn o effetto Favonico. La barriera alpina essendo molto alta crea forti differenze termiche tra l’aria di partenza e quella in arrivo nella valle opposta portando infatti sulle zone pianeggianti adiacenti un rapido crollo dell'umidità e un rialzo delle temperature, accompagnato da un generale rasserenamento del cielo.


WINDCHILL E L'EFFETTO DI RAFFREDDAMENTO DOVUTO AL VENTO.

La combinazione di vento e basse temperature aumenta notevolmente la sensazione di freddo sul nostro corpo di quanto non ci suggerisca il termometro: questo fenomeno è l’indice di raffreddamento da vento (detto appunto wind-chill). Questo indice ci darà quindi la TEMPERATURA PERCEPITA e NON quella REALE. Per esempio una temperatura reale di +4C° associata ad un vento di 50km/h, fornisce una temperatura apparente di -11C°.


L'INVERSIONE TERMICA.

E’ un fenomeno che determina la presenza nei fondovalle di temperature più fredde rispetto a quelle in quota. Quindi, in queste condizioni, all’aumentare della quota la temperatura aumenta e si avrà pertanto un gradiente termico verticale positivo. Le condizioni meteorologiche che favoriscono questo fenomeno sono l’assenza di fenomeni turbolenti nell’atmosfera unitamente a cielo sereno e notti lunghe, durante le quali l’aria che via via si raffredda in quota scivola lungo le pareti della montagna invadendo le bassure.


IL GRADIENTE TERMICO VERTICALE.

Il gradiente termico verticale è il valore con cui cambia la temperatura dell'aria al variare della quota. In atmosfera standard, equivale a −6,5 °C ogni 1 000 m, ma in realtà può discostarsi molto da questo valore a seconda delle condizioni atmosferiche e del luogo considerato.

 

Il gradiente termico verticale ha solitamente valore negativo, cioè la temperatura diminuisce all'aumentare della quota. Se il valore è superiore a 10 °C ogni 1 000 m l'aria è instabile (succede in caso di temporali), se è inferiore l'aria è stabile. Se il gradiente è positivo si è nel caso, precedentemente descritto, dell'inversione termica, la situazione in cui l'aria è più calda in quota che al suolo; se invece è nullo si è nel caso di omotermia verticale.