2 Aprile 1808 - Il violento terremoto che distrusse il Pinerolese
- Alessandro Turin
- 2 apr 2018
- Tempo di lettura: 2 min

Il 2 Aprile del 1808, era un Sabato. Il cielo era terso.
Pinerolo, si svegliò e, come avviene ancora oggi, in molti uscirono di casa in occasione del grande mercato del Sabato che richiamava una moltitudine di persone provenienti dalle campagne e dai centri abitati circostanti. L'inverno sembrava non voler cedere il passo alla stagione primaverile e, in quel giorno, le temperature erano tutt'altro che miti.
Nel corso di quella giornata in varie località si verificarono alcuni inquietanti fenomeni che impressionarono non poco i numerosi testimoni che ebbero modo di osservali: alcuni corsi d'acqua Pinerolesi aumentarono improvvisamente e senza alcun evidente motivo la loro portata, a tal punto che in qualche tratto superarono gli argini tracimando nelle campagne circostanti. Nulla lasciava però presagire quanto, di lì a poco, sarebbe avvenuto in quell'angolo di Piemonte.
Alle ore 17 e 43 minuti, un terremoto di intensità dell' VIII grado della scala Mercalli e una magnitudo momento (Mw) stimata in 5.7 con epicentro presunto tra gli abitati di Torre Pellice, Luserna e Angrogna, colpì violentemente l'intero Arrondissement de Pignerol causando gravissimi danni in tutti i Comuni della bassa Val Pellice, della bassa Val Chisone e lungo tutta la fascia pedemontana compresa tra Barge e Cumiana. La scossa si protrasse per circa 20 secondi, mentre secondo altre testimonianze ebbe una durata di "mezz'Ave Maria".
Dopo la distruttiva scossa delle ore 17 e 43 minuti, altre 62 repliche, per quanto più brevi e meno forti, si susseguirono per tutta la serata del 2 aprile fino alle 21 e 15, quando un nuovo episodio sismico, sebbene leggermente meno violento del primo, colpì gravemente i Comuni Pinerolesi già devastati poche ore prima.
Da allora ebbe inizio una lunga sequenza sismica che durò per più di 4 anni e la relativa faglia risulta essere ancora attiva oggi.

Informazioni desunte dal libro "La terra trema" di Gianfranco Fioraso.








Leggere del terremoto del 1808 mi ha riportato alla mente un episodio accaduto anni fa nella casa dei miei nonni, qui in Piemonte. Era una notte d'inverno e un piccolo sisma, niente di paragonabile a quello che avete descritto, ci svegliò di soprassalto. Gli oggetti cadevano dagli scaffali, le luci oscillavano e il suono sordo che accompagnava le scosse era terrificante. Per qualche istante, il tempo sembrò fermarsi, eravamo tutti paralizzati dall'inquietudine. Anche se la scossa durò pochi secondi e non causò danni significativi, quell'esperienza mi ha lasciato un profondo rispetto per la forza della natura. Mi chiedo come debbano essersi sentite le persone a Pinerolo in quel lontano 2 aprile, di fronte a una violenza così devastante. È un…
Leggere del terremoto del 1808 mi ha riportato alla mente un episodio di qualche anno fa. Non era certo della stessa portata, per fortuna, ma quella scossa improvvisa e violenta, anche se molto più lieve, mi ha fatto provare un brivido simile. Ero in casa, tranquilla, e all'improvviso tutto ha iniziato a tremare. Le pareti vibravano, gli oggetti cadevano dagli scaffali, e per un attimo ho sentito un senso di impotenza totale. Quel rumore assordante, quel movimento incontrollabile della terra sotto i piedi, ti segna. Mi sono ritrovata a pensare a quanto siamo piccoli di fronte alla forza della natura. Chissà cosa avranno provato le persone che hanno vissuto quel disastro nel Pinerolese, con case che crollavano e un futuro…
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